Epicondilite: quali sono i sintomi, come si cura e l'importanza del fisioterapista

Scritto da: Lorenzo Creperio

Una persona che gioca a Tennis Una persona che gioca a Tennis

Svegliarsi con un dolore pungente alla parte esterna del gomito, provare fastidio anche solo nel sollevare una tazzina di caffè, girare una chiave o aprire un barattolo: sono esperienze spiacevoli ma purtroppo comuni per chi soffre del “gomito del tennista”.

L’epicondilite laterale, nota popolarmente come "gomito del tennista", è una delle cause più frequenti di dolore al braccio e al gomito.

Nella maggior parte dei casi, l'epicondilite laterale (gomito del tennista) può essere trattata efficacemente senza intervento chirurgico attraverso il riposo, esercizi di rafforzamento mirati e la fisioterapia.

La buona notizia è che la fisioterapia rappresenta uno strumento essenziale e conservativo per risolvere il dolore, ripristinare la forza della presa e permettere un ritorno sicuro alle attività quotidiane e sportive.

Quali sono le cause del gomito del tennista?

La maggior parte degli infortuni è causata dall'eccesso di attività, che si tratti di un compito nuovo o di un'attività ripetitiva.

Nel caso del gomito del tennista, la presa ripetitiva, l'uso del computer o il sollevamento di pesi sono spesso cause comuni.

Se trascorri molte ore al computer e vuoi evitare sovraccarichi posturali a tutta la catena dell'arto superiore e del collo, leggi i consigli del fisioterapista per chi lavora al PC.

Inoltre, anche attività quotidiane come dipingere, tagliare il cibo in cucina e lavori di bricolage possono provocare il gomito del tennista.

Come suggerisce il nome, questa condizione è molto comune nei tennisti a causa dei movimenti del braccio associati a questo sport, tuttavia non è esclusiva di chi pratica tennis.

Che cos'è l'epicondilite (o gomito del tennista)?

L'epicondilite laterale è una condizione dolorosa scatenata da un sovraccarico funzionale dei tendini che collegano i muscoli dell'avambraccio (in particolare gli estensori del polso e delle dita) alla sporgenza ossea esterna del gomito, chiamata epicondilo.

Quando questi tendini vengono sottoposti a sollecitazioni eccessive o ripetute senza il tempo adeguato di recupero, si generano micro-lesioni e processi infiammatori o degenerativi del tessuto tendineo.

Se ti stai chiedendo quale sia per l'epicondilite la cura migliore e quali rimedi per il gomito del tennista siano davvero efficaci, è essenziale comprendere che la chiave risiede nella gestione graduale del carico tendineo.

La durata media di un episodio non trattato adeguatamente o lasciato a se stesso può variare da 6 mesi fino a 2 anni, diventando una fonte di frustrazione e limitazione prolungata.

Cosa dice la scienza: l'efficacia della fisioterapia per l'epicondilite

Molti pazienti si chiedono quali siano le terapie davvero efficaci per superare questa patologia.

Secondo quanto riportato in uno studio scientifico, l'approccio fisioterapico offre importanti risposte:

Importanza dell'esercizio terapeutico e del rinforzo

Programmi strutturati basati su esercizi progressivi di rinforzo muscolare offrono benefici sostanziali nella riduzione del dolore e nel recupero funzionale della forza di presa rispetto ai soli trattamenti passivi.

Approccio combinato vs trattamenti invasivi

Molti pazienti considerano le infiltrazioni al gomito (come le infiltrazioni di cortisone o di PRP) un modo per spegnere rapidamente il dolore.

Tuttavia, le evidenze scientifiche mostrano che, sebbene le infiltrazioni corticosteroidi offrano un sollievo rapido nel brevissimo termine, presentano un tasso di recidiva più elevato nel tempo se non affiancate da un percorso di rinforzo tendineo guidato.

Approccio combinato e personalizzato

La ricerca scientifica sottolinea che non esiste una singola "soluzione magica" passiva, ma che l'integrazione di tecniche manuali, gestione del carico ed esercizio attivo rappresenta la strada più solida per ottenere risultati duraturi nel tempo.

Quali sono i sintomi dell'epicondilite? Segnali da non sottovalutare

L'epicondilite può manifestarsi con uno spettro di intensità molto variabile: da un leggero e occasionale fastidio a seguito dell'uso prolungato dell'avambraccio, fino a un dolore acuto, costante e persino trafittivo.

I sintomi caratteristici da riconoscere includono:

Se stai riscontrando questi sintomi, sappi che non devi convivere con il dolore. Una valutazione fisioterapica tempestiva permette di impostare subito il piano di recupero più adatto alle tue esigenze.

persona con racchetta da tennis in mano ha il gomito del tennista

Gestione della fase acuta: cosa fare quando compare il dolore

Quando il dolore al gomito diventa acuto e invalidante e ci si chiede come far passare il dolore al gomito nelle prime fasi, le prime 48-72 ore richiedono una gestione attenta per non irritare ulteriormente i tessuti:

Riposo relativo (non immobilizzazione totale)

Evita le attività ripetitive che scatenano la fitta (come l'uso prolungato del mouse o il sollevamento di carichi a palmo in giù), ma mantieni piccoli movimenti indolori per non irrigidire l'articolazione.

Crioterapia (Ghiaccio)

Applica un impacco di ghiaccio (avvolto in un panno) sulla parte esterna del gomito per 15 minuti, 2-3 volte al giorno, per modulare la sensazione dolorosa.

Modifica dei gesti quotidiani

Afferra gli oggetti (come borse o bottiglie) mantenendo il palmo della mano rivolto verso l'alto (in supinazione), sfruttando così i muscoli flessori anziché gli estensori infiammati.

Evita lo stretching aggressivo

Nelle prime fasi di forte infiammazione, forzare l'allungamento del polso può aumentare la trazione sul tendine sofferente.

Il ruolo della fisioterapia nel percorso di cura

Diversi studi sottolineano l'importanza della fisioterapia per la cura dell'epicondilite

Il percorso fisioterapico mirato alla guarigione dell'epicondilite si sviluppa attraverso diverse fasi integrate:

  1. Valutazione funzionale e gestione del carico: il fisioterapista analizza i movimenti della catena cinetica dell'arto superiore, identificando eventuali compensi a livello della spalla, del collo o del polso che sovraccaricano il gomito.
  2. Terapia manuale: l'utilizzo mirato della terapia manuale aiuta a ridurre la rigidità dei tessuti molli e desensibilizzare l'area dolorosa.
  3. Esercizio terapeutico progressivo: è il cuore del trattamento. Attraverso esercizi isometrici (contrazione senza movimento) nelle fasi iniziali, seguiti da esercizi eccentrici e concentrici, si stimola la rimodellazione del tessuto tendineo, aumentando la tolleranza allo sforzo. Secondo uno studio, la fisioterapia e l’allenamento eccentrico sono i 2 trattamenti che aiutano di più nella cura dell’epicondilite.
  4. Rieducazione funzionale ed educazione del paziente: vengono forniti consigli ergonomici per la postazione di lavoro o correzioni della tecnica sportiva per prevenire le recidive a lungo termine.

Storie di pazienti: il percorso verso la guarigione

Il caso di Alberto, 41 anni, sviluppatore software e tennista amatoriale

Alberto soffriva da quattro mesi di un forte dolore al gomito destro che gli impediva sia di lavorare al computer senza fastidio, sia di giocare a tennis nei fine settimana.

La valutazione fisioterapica ha evidenziato una forte debolezza degli estensori del polso associata a una rigidità della spalla.

Attraverso un programma di 6 settimane basato su esercizi eccentrici progressivi e mobilizzazioni articolari, Alberto ha eliminato il dolore mattutino ed è tornato a giocare a tennis in totale sicurezza.

Il caso di Valeria, 52 anni, insegnante

Valeria accusava un dolore sordo all'avambraccio che le rendeva difficile persino sollevare le borse della spesa o scrivere alla lavagna.

Dopo aver tentato il riposo assoluto senza successo, ha iniziato un percorso fisioterapico mirato alla gestione del carico e al rinforzo progressivo della presa.

In due mesi di trattamento costante e guidato, Valeria ha recuperato la piena funzionalità del braccio senza ricadute.

Esercizi attivi consigliati per l'epicondilite

L'esecuzione guidata di specifici esercizi per l'epicondilite rappresenta il pilastro fondamentale della riabilitazione attiva per stimolare la guarigione del tendine.

Nota: gli esercizi devono essere eseguiti all'interno di una soglia di dolore tollerabile e supervisionati da un fisioterapista.

È importante evitare di sforzarsi oltre un livello di dolore gestibile durante e dopo questi esercizi. La riabilitazione a volte comporta livelli di dolore lievi (in genere non superiori a 5/10).

Rinforzo Isometrico degli Estensori del Polso

Rinforzo Eccentrico del Polso (Fase avanzata)

Dove fare fisioterapia a Milano per l'epicondilite

Se soffri di epicondilite o il dolore al gomito del tennista ti impedisce di lavorare al computer, praticare sport o svolgere i gesti di tutti i giorni, un percorso riabilitativo mirato e basato su evidenze scientifiche ti permetterà di eliminare il dolore e recuperare la forza della presa.

Contattami se cerchi una valutazione fisioterapica per l'epicondilite a Milano.

Il mio studio è presente in due zone strategiche di Milano:

Inoltre, per chi ha difficoltà a spostarsi o preferisce la comodità delle proprie mura domestiche, offro anche un servizio di fisioterapia a domicilio a Milano.

Chiama ora o scrivimi su Whatsapp per prenotare una visita o per richiedere maggiori informazioni sul epicondilite!

FAQ – Domande Frequenti sull'epicondilite

La fisioterapia per l'epicondilite laterale (gomito del tennista) funziona davvero?

Sì, la fisioterapia rappresenta l'approccio conservativo di prima scelta ed è ampiamente supportata dalla letteratura scientifica. Le evidenze dimostrano che i programmi basati sull'esercizio terapeutico (rinforzo progressivo isometrico ed eccentrico integrato allo stretching) offrono benefici sostanziali nel ridurre il dolore e nel ripristinare la forza di presa.

Quanto dura l'epicondilite?

Senza un trattamento adeguato, l'epicondilite può durare dai 6 mesi ai 2 anni. Con un percorso fisioterapico mirato e tempestivo, la maggior parte dei pazienti riscontra sollievo significativo entro 4-8 settimane.

Cosa succede durante una seduta di fisioterapia per l'epicondilite? Farà male?

Durante la seduta si esegue una valutazione iniziale, si applicano tecniche manuali per allentare le tensioni e si svolgono esercizi di rinforzo guidati.

La fisioterapia non deve causare dolore acuto: è normale avvertire solo un leggero fastidio o un senso di lavoro muscolare sostenibile.

È un percorso assolutamente sicuro e non invasivo, calibrato passo dopo passo sulla tua tollerabilità per favorire la guarigione naturale del tendine.

Le infiltrazioni al gomito o di cortisone curano l'epicondilite?

Le infiltrazioni al gomito (in particolare quelle a base di cortisone) possono sopprimere temporaneamente l'infiammazione e ridurre il dolore nell'immediato.

Tuttavia, non ripristinano la capacità del tendine di sopportare i carichi di lavoro. La ricerca medica evidenzia che senza un contestuale programma fisioterapico di rinforzo e rieducazione del movimento, il rischio che il dolore si ripresenti nei mesi successivi resta elevato.

Il tutore o la fascia per l'epicondilite serve davvero?

Il tutore pressorio (pressore per epicondilite) può essere utile nelle fasi acute durante lo svolgimento di attività manuali, poiché riduce la tensione meccanica nel punto di inserzione del tendine. Tuttavia, non cura la causa sottostante e va affiancato all'esercizio terapeutico.

Meglio il ghiaccio o il caldo per il gomito del tennista?

Nelle fasi di dolore acuto o dopo un utilizzo intenso del braccio, il ghiaccio è la scelta migliore per ridurre la sensazione dolorosa. Il caldo può essere applicato sui muscoli contratti dell'avambraccio per rilassarsi prima degli esercizi di allungamento.

Se vuoi indicazioni precise su quando e come applicare la crioterapia o gli impacchi caldi sui muscoli sofferenti, leggi qui come fare terapia con calore o freddo in modo corretto.

Posso continuare ad allenarmi o fare sport con l'epicondilite?

È consigliabile ridurre temporaneamente le attività che scatenano il dolore acuto (come i colpi di rovescio nel tennis o i sollevamenti pesanti in palestra). Il fisioterapista saprà indicarti come modificare l'allenamento per non perdere la forma fisica senza danneggiare il tendine.

Fisioterapia per l'epicondilite: quante sedute servono?

In genere, un ciclo di 6-10 sedute, integrato da un programma costante di esercizi da svolgere a casa, è sufficiente per impostare il recupero e guidare il paziente verso la risoluzione del problema.

Qual è la differenza tra epicondilite ed epitrocleite (gomito del golfista)?

L'epicondilite (nota come "gomito del tennista") è un'infiammazione o sofferenza dei tendini situati sulla parte esterna del gomito, responsabili dell'estensione del polso e delle dita. L'epitrocleite (o "gomito del golfista"), al contrario, colpisce la parte interna del gomito ed interessa i tendini flessori.

Entrambe sono patologie da sovraccarico funzionale e traggono enorme beneficio da un percorso fisioterapico mirato alla gestione del carico e al rinforzo muscolare progressivo.

leggi la guida completa sull'epitrocleite (o gomito del golfista) e i relativi rimedi.

Vuoi iniziare subito la tua fisioterapia per il tupo dolore al gomito?

Lavorare con il tuo fisioterapista ti permette di seguire un piano personalizzato di esercizi per un corretto recupero senza che il dolore peggiori o diventi cronico: contattami se hai bisogno di un fisioterapista sportivo a Milano per curare l’epicondilite. Offro anche un servizio di fisioterapia a domicilio a Milano!

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