Dolore al gluteo? Potrebbe essere una trocanterite, scopri come curarla con la fisioterapia
Scritto da: Lorenzo Creperio
- Cosa può provocare dolore al gran trocantere
- Sintomi della trocanterite
- La causa più frequente: la tendinopatia glutea
- Gestione della fase acuta: cosa fare subito
- Il ruolo della fisioterapia nel recupero della trocanterite
- Come sedersi con la trocanterite: consigli pratici per evitare il dolore
- 3 Esercizi attivi consigliati per la trocanterite
- Storie di pazienti
- Dove fare fisioterapia a Milano per la trocanterite
- FAQ (domande frequenti)
- Vuoi iniziare subito la tua fisioterapia?
- Bibliografia
Il dolore avvertito sulla parte laterale dell’anca, all’altezza dell’osso sporgente noto come gran trocantere, è un disturbo estremamente frequente che può compromettere significativamente la qualità della vita.
Spesso questo fastidio rende difficile compiere gesti quotidiani fondamentali come camminare, salire le scale o persino riposare adeguatamente la notte a causa dell'impossibilità di dormire sul fianco dolente.
In passato, qualsiasi dolore localizzato in questa regione veniva genericamente etichettato come "borsite trocanterica".
Tuttavia, la medicina moderna e l'imaging avanzato hanno completamente ridefinito la comprensione di questa condizione, oggi meglio inquadrata nella cornice della sindrome dolorosa del gran trocantere (GTPS, dall'inglese Greater Trochanteric Pain Syndrome).
In questo articolo vedremo cosa può provocare il dolore al gran trocantere, quali sono i sintomi caratteristici, perché la tendinopatia glutea rappresenta la causa principale e in che modo la fisioterapia basata sulle evidenze scientifiche permette di risolvere il problema in modo duraturo.
Cosa può provocare dolore al gran trocantere
Il gran trocantere è una struttura anatomica fondamentale del femore, su cui si inseriscono importanti tendini muscolari e attorno a cui risiedono diverse borse sierose con funzione ammortizzante.
Un dolore localizzato in quest'area può avere differenti origini:
Tendinopatia del medio e piccolo gluteo
È la causa principale e più frequente di dolore laterale d'anca.
Consiste in un processo degenerativo o in microlesioni a carico dei tendini che stabilizzano il bacino.
Questo disturbo si manifesta spesso con una sensazione di dolore acuto quando si cammina a lungo, si salgono le scale o ci si stende sul fianco interessato.
Borsite trocanterica
L'infiammazione della borsa sierosa sottocutanea o sottotendinea.
Oggi sappiamo che l'infiammazione della borsa è quasi sempre secondaria e associata alla sofferenza dei tendini sottostanti.
Spesso il gonfiore e la sensibilità al tatto in questa zona rendono fastidioso persino il contatto con gli abiti o la pressione del materasso durante il sonno.
Se la pressione sul fianco disturba il tuo riposo notturno e vuoi valutare la superficie d'appoggio ideale, dai un'occhiata alla guida su quale materasso scegliere secondo i consigli del fisioterapista.
La fisioterapia aiuta a ridurre l'irritazione locale combinando tecniche di terapia manuale ad accorgimenti pratici per la gestione del carico.
Sindrome della bandelletta ileo-tibiale (attrito laterale)
La forte tensione o lo sfregamento del tensiore della fascia lata sopra la sporgenza ossea del gran trocantere può generare compressione e irritazione locale.
Questa problematica è particolarmente diffusa tra chi pratica corsa o camminata veloce, a causa dei continui movimenti di flessione dell'anca e di ginocchio.
Patologie intrinseche dell'articolazione dell'anca
Condizioni come la coxartrosi (osteoartrosi dell'anca) o il conflitto femoro-acetabolare possono irradiare il dolore verso la regione trocanterica.
In questi casi, la rigidità della capsula e l'usura dell'articolazione spingono il corpo ad assumere posture di compenso che affaticano la muscolatura esterna.
La riabilitazione agisce mantenendo l'articolazione mobile e rinforzando i muscoli stabilizzatori per proteggere la cartilagine.
Se desideri comprendere come prevenire il consumo cartilagineo e gestire i sintomi dell'usura articolare, consulta questa guida su come il fisioterapista aiuta chi soffre di artrosi dell'anca.
Dolore riferito dalla colonna lombare
Problemi a carico dei dischi intervertebrali o delle radici nervose lombari possono manifestarsi con sintomi localizzati lateralmente all'anca.
Se il dolore in quella zona è causato da un'irradiazione discale o da una sofferenza nervosa lombare, consulta la guida su cosa non fare e quali sono i rimedi efficaci per l'ernia del disco lombare.
Una valutazione fisioterapica completa permette di individuare la reale origine del problema e di impostare un trattamento mirato anche sulla colonna.
Se avverti che la rigidità parte dalla zona bassa della schiena per poi irradiarsi verso il bacino, ti consiglio di leggere come la fisioterapia tratta il dolore lombare da contrattura.
Fratture da stress del collo femorale
Sebbene più rare, devono essere considerate nei casi di forte sovraccarico o in presenza di fragilità ossea.
Questa condizione richiede una diagnosi medica tempestiva poiché il dolore tende ad aumentare notevolmente sotto carico e a non scomparire a riposo.
La fisioterapia interviene nelle fasi successive con un piano di carico cauto e progressivo per garantire una completa e sicura guarigione dell'osso.
Questo spiega perché l'infiammazione del trocantere sia una condizione multi-strutturale, spesso resistente ai trattamenti superficiali o generici.
Sintomi della trocanterite
La sintomatologia legata alla trocanterite presenta tratti caratteristici che aiutano il fisioterapista e il medico a orientare la diagnosi:
- Dolore acuto o sordo sul fianco laterale dell'anca: localizzato direttamente sopra la sporgenza del gran trocantere.
- Dolore notturno e rigidità mattutina: è uno dei sintomi più invalidanti; l'impossibilità di dormire sul fianco interessato è dovuta alla compressione diretta dei tessuti dolenti.
- Aggravamento con il carico e il movimento: il dolore aumenta durante la camminata prolungata, la salita delle scale o dopo essere rimasti seduti a lungo con le gambe incrociate.
- Sensibilità marcata alla palpazione: premere con le dita nell'area del gran trocantere risveglia immediatamente un dolore acuto.
- Difficoltà nello stare su una sola gamba: mantenere la posizione mono-podalica scatena rapidamente il fastidio a causa della forte contrazione dei muscoli stabilizzatori del bacino.
- Assenza di limitazioni articolari attive o passive: a differenza dell’artrosi dell’anca, la trocanterite non limita il movimento articolare. La mobilità dell’anca è conservata, ma può essere dolente in abduzione o in adduzione contro-resistenza.
La causa più frequente: la tendinopatia glutea
Come confermato dagli studi radiologici tramite Risonanza Magnetica e dalle valutazioni cliniche più recenti, la grande maggioranza dei casi di trocanterite non è un'infiammazione isolata della borsa, ma una vera e propria tendinopatia dei muscoli medio e piccolo gluteo.
Secondo quanto riportato nei testi scientifici di riferimento, la tendinopatia glutea colpisce tra il 10% e il 25% della popolazione generale, mostrandosi particolarmente frequente nelle donne di età compresa tra i 40 e i 60 anni.
Ciò è legato sia a fattori ormonali sia alla conformazione biomeccanica del bacino femminile, che crea un angolo di trazione e stress maggiore sui tendini glutei durante i movimenti degli arti inferiori.
Il meccanismo della compressione
Il fattore chiave nello sviluppo della tendinopatia glutea è la compressione.
Quando l'anca si sposta in adduzione (ovvero quando la gamba incrocia verso l'interno o il bacino "cede" lateralmente mentre si cammina), la spessa fascia della bandelletta ileo-tibiale schiaccia energicamente i tendini del medio e piccolo gluteo contro l'osso del gran trocantere.
Questo schiacciamento prolungato, unito a contrazioni muscolari ripetute, crea microtraumi che riducono la capacità del tendine di sopportare i carichi quotidiani, scatenando la risposta dolorosa.
Gestione della fase acuta nella trocanterite
Nelle prime fasi, quando il dolore è particolarmente vivo, la gestione corretta dei carichi quotidiani è indispensabile per non irritare ulteriormente i tendini:
Evitare le posizioni di compressione
Non incrociare le gambe da seduti e non sbilanciare il peso su un solo fianco quando si sta in piedi.
Evitare inizialmente esercizi in monopodalica che possono sovraccaricare la muscolatura.
Gestire il riposo notturno
Se si dorme sul fianco sano, è fondamentale posizionare un cuscino spesso tra le ginocchia per evitare che la gamba sopra cada verso l'interno, mettendo in tensione e compressione i tendini glutei dolenti.
Se si dorme sul fianco dolorante, utilizzare un topper morbido o un cuscino sotto il fianco.
No allo stretching aggressivo
Uno degli errori più comuni è eseguire stretching profondo per i glutei o per il piriforme.
Portare l'anca in flessione e adduzione massima aumenta drasticamente la compressione del tendine sull'osso, peggiorando la sintomatologia.
Riposo relativo
Evitare camminate lunghe, terreni sconnessi o salite fino a quando il dolore acuto non si è stabilizzato, mantenendo comunque un movimento dolce e indolore.
Il ruolo della fisioterapia nel recupero della trocanterite
La Fisioterapia rappresenta il trattamento di prima scelta per la guarigione dalla tendinopatia glutea e dalla trocanterite.
Secondo quanto riportato in un recente studio di revisione sistematica con meta-analisi comparativa sulle terapie conservative della trocanterite, l'esercizio terapeutico e la rieducazione al carico si sono dimostrati l'intervento più efficace in assoluto per la riduzione sostenuta del dolore (misurato tramite scala NRS) e per il recupero funzionale dell'articolazione (valutato tramite punteggi specifici come la scala VISA-G).
Fisioterapia vs Infiltrazioni di cortisone
Spesso ai pazienti vengono proposte infiltrazioni di corticosteroidi. Secondo quanto evidenziato nei trial clinici controllati presenti in letteratura:
- Le infiltrazioni di cortisone offrono spesso un sollievo rapido ed elevato nel brevissimo termine (prime 4 settimane), ma l'effetto tende a svanire rapidamente a 3-4 mesi. A 12 mesi di distanza, i risultati delle infiltrazioni non mostrano vantaggi rispetto all'attesa passiva e presentano tassi di recidiva significativi.
- Il programma fisioterapico basato su esercizio mirato ed educazione alla gestione del carico garantisce invece risultati di gran lunga superiori nel medio e lungo termine (a 8 e 52 settimane), rimodellando la struttura del tendine e prevenendo le ricadute.
Terapie fisiche e onde d'urto
Lo studio evidenzia inoltre come le terapie fisiche, tra cui le onde d'urto focali o radiali (ESWT), possano rappresentare un valido supporto integrativo per ridurre il dolore e stimolare i processi riparativi vascolari nei tessuti tendinei, specialmente se affiancate al fondamentale percorso di rinforzo muscolare attivo.
Come sedersi con la trocanterite: consigli pratici per evitare il dolore
Una delle situazioni quotidiane che più frequentemente scatena o riacutizza il dolore all'anca è la posizione seduta.
Quando ci sediamo in modo scorretto, aumentiamo involontariamente l'angolo di adduzione dell'anca, sottoponendo i tendini glutei e la borsa trocanterica a un'intensa forza di schiacciamento contro l'osso.
Per prevenire l'irritazione e permettere ai tessuti di guarire, è fondamentale adottare alcune semplici strategie posturali quotidiane:
Non incrociare mai le gambe o le caviglie
Incrociare le gambe porta l'anca colpita in adduzione forzata, schiacciando direttamente i tendini e la borsa sotto la bandelletta ileo-tibiale.
Mantenere le ginocchia divaricate alla larghezza dei fianchi
Quando sei seduto, assicurati che le ginocchia siano allineate con le anche o leggermente aperte, evitando che "cadano" verso l'interno.
Evitare sedie troppo basse o divani troppo morbidi:
Sedersi su superfici sprofondanti forza l'anca a piegarsi oltre i 90°, aumentando la tensione muscolare e la compressione trocanterica. Scegli sedie rigide o utilizza un cuscino per alzare il piano di seduta.
Evitare di sbilanciare il peso su un solo fianco
Quando ti siedi o ti prepari ad alzarti, distribuisci il peso in modo uniforme su entrambi gli ischi senza "crollare" sul lato dolorante.
Fare micro-pause frequenti
Evita di rimanere immobile nella stessa posizione per più di 30-45 minuti. Alzati, fai qualche passo e distendi dolcemente le articolazioni.
3 Esercizi attivi consigliati per la trocanterite
Il pilastro della riabilitazione è l'esercizio terapeutico progressivo, progettato per rinforzare i muscoli abduttori dell'anca senza comprimere il tendine.
Nota: gli esercizi devono essere eseguiti lentamente, con la supervisione del fisioterapista. e non devono mai evocare un dolore acuto superiore a 5/10 sulla scala del dolore.
1. Contrazione isometrica degli abduttori in posizione supina
Come fare
Sdraiati a pancia in su, con le gambe tese. Posiziona una cinghia o una fascia elastica poco sopra le caviglie. Spingi leggermente le gambe verso l'esterno contro la resistenza della fascia, mantenendo la contrazione senza muovere le gambe.
Dosaggio
10 ripetizioni mantenendo la spinta per 10-15 secondi.
2. Ponte glutei sfalsato (Offset Bridging)
Come fare
Sdraiati sulla schiena con le ginocchia piegate e i piedi appoggiati a terra. Arretra leggermente il piede del lato interessato rispetto all'altro. Solleva il bacino verso l'alto concentrandoti sulla contrazione del gluteo.
Dosaggio
2-3 serie da 8-10 ripetizioni.
3. Controllo pelvico in mini-squat
Come fare
In piedi di fronte a uno specchio, piedi leggermente più larghi rispetto alla larghezza delle spalle. Esegui un accenno di piegamento sulle ginocchia (mini-squat), mantenendo il bacino perfettamente orizzontale ed evitando che il ginocchio "cada" verso l'interno.
Dosaggio
3 serie da 10 ripetizioni controllate.
Storie di pazienti
Il caso di Roberta, 30 anni: dal dolore notturno al ritorno alle passeggiate
Roberta si è presentata in studio lamentando un dolore forte sul lato destro dell'anca che durava da oltre sei mesi. Non riusciva più a dormire sul fianco e aveva dovuto sospendere le sue camminate nel weekend.
Attraverso una valutazione funzionale, abbiamo identificato una tendinopatia del medio gluteo con debolezza dei muscoli stabilizzatori del bacino.
Abbiamo impostato un programma basato sull'educazione posturale (uso del cuscino tra le gambe di notte, stop allo stretching incrociato) e su esercizi di rinforzo isometrico progressivo.
In 8 settimane, Roberta ha riacquistato forza e stabilità: il dolore notturno è completamente scomparso e ha ripreso le sue passeggiate senza avvertire alcun fastidio.
Dove fare fisioterapia a Milano per la trocanterite
La trocanterite può compromettere la qualità della vita, ma con la giusta guida è una condizione da cui si recupera.
Attraverso una valutazione fisioterapica approfondita e un piano personalizzato basato sulle più recenti evidenze scientifiche, puoi superare il dolore e restituire all'anca la forza e la mobilità necessarie.
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FAQ – Domande frequenti sulla trocanterite
La trocanterite passa da sola con il riposo?
Raramente. Il riposo assoluto può ridurre l'irritazione momentanea, ma appena si riprendono le attività quotidiane o le camminate il dolore tende a ripresentarsi, poiché il tendine è diventato debole e incapace di sopportare i carichi. È necessario un percorso attivo per rinforzarlo.
Quali sono gli esercizi da evitare con la trocanterite?
Sono da evitare tutti gli esercizi che portano l'anca in adduzione accentuata sotto carico o in allungamento passivo forzato, come lo stretching del piriforme o dei glutei con la gamba incrociata sul petto, poiché aumentano la compressione del tendine contro il gran trocantere.
Ghiaccio o caldo per la trocanterite?
Nelle fasi di acuzia o dopo uno sforzo prolungato, l'applicazione di ghiaccio per 15 minuti può aiutare a modulare il dolore superficiale. Il caldo è indicato se è presente una forte contrattura muscolare riflessa attorno al bacino o alla colonna lombare.
Se vuoi chiarire quando sia più indicato applicare la crioterapia rispetto agli impacchi caldi sui muscoli sofferenti, scopri qui come fare terapia con calore o freddo in modo corretto.
Le infiltrazioni risolvono la trocanterite?
Secondo la letteratura scientifica, le infiltrazioni di cortisone offrono una riduzione temporanea del dolore nei primi 30 giorni, ma non modificano la qualità del tessuto tendineo e presentano un alto tasso di ricaduta a distanza di tempo se non affiancate a un programma riabilitativo attivo.
Quanto tempo ci vuole per guarire dalla tendinopatia glutea?
I primi miglioramenti significativi si ottengono solitamente in 4-8 settimane di fisioterapia costante. Per una ristrutturazione completa dei tessuti tendinei e un rinforzo solido possono essere necessari da 3 a 6 mesi di allenamento progressivo.
Vuoi iniziare subito la tua fisioterapia?
La trocanterite e la tendinopatia glutea sono condizioni complesse ma assolutamente gestibili attraverso un approccio riabilitativo mirato e personalizzato.
Lavorare con un fisioterapista specializzato ti permetterà di individuare esattamente i fattori biomeccanici che stanno alimentando il tuo dolore, guidandoti in modo sicuro dal recupero della forza fino al ritorno alle tue attività preferite.
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Bibliografia
- Wang, S. Q., Guo, N. Y., Liu, W., Huang, H. J., Xu, B. B., & Wang, J. Q. (2025). Effect of conservative treatment on greater trochanteric pain syndrome: a systematic review and network meta-analysis of randomized controlled trials. Journal of Orthopaedic Surgery and Research, 20(1), 126.
- Mellor, R., Grimaldi, A., Wajswelner, H., Hodges, P., Abbott, J. H., Bennell, K., & Vicenzino, B. (2016). Exercise and load modification versus corticosteroid injection versus 'wait and see' for persistent gluteus medius/minimus tendinopathy (the LEAP trial): a protocol for a randomised clinical trial. BMC Musculoskeletal Disorders, 17(1), 196.