Tendinite degli adduttori: sintomi, fisioterapia ed esercizi per curare l’infiammazione
Scritto da: Lorenzo Creperio
- Dolore all’inguine o nella parte interna della coscia?
- Come curare l'adduttore infiammato con la fisioterapia
- Gestione dei carichi
- Educazione e progressione guidata
- Esercizi attivi specifici
- Terapia manuale e mobilità
- Ritorno allo sport/attività
- Tempi di recupero
- I sintomi della tendinite degli adduttori e dove fa male
- Cause della tendinite degli adduttori
- Gestione del dolore nella fase acuta e consigli pratici
- Storie di pazienti: tornare a muoversi senza dolore
- Caso 1: Marco, 38 anni, calciatore amatoriale
- Caso 2: Laura, 52 anni, full stack developer e amante del pilates
- Tre esempi di esercizi per tendinite degli adduttori che faccio fare
- Isometria in compressione (palla tra le ginocchia
- Adduzione in decubito laterale (ROM corto)
- Copenhagen adduction (versione facilitata)
- Che cos’è la tendinite degli adduttori?
- Vuoi iniziare subito la tua fisioterapia?
Dolore all’inguine o nella parte interna della coscia?
Potrebbe trattarsi di tendinite degli adduttori, una condizione frequente negli sport con scatti e cambi di direzione, ma che può comparire anche nella vita quotidiana.
In questo articolo ti spiego in modo semplice che cos’è, perché viene, come riconoscerla e soprattutto come si cura con la fisioterapia.
Come curare l'adduttore infiammato con la fisioterapia
L’obiettivo della cura secondo lo studio è: ridurre il dolore, recuperare forza e controllo del bacino/anca, tornare gradualmente alle attività senza ricadute.
Gestione dei carichi
Nelle prime settimane riduci o adatta gli sport e i gesti che scatenano dolore (scatti, cambi di direzione, calci).
Mantieni attività leggere indolori (cammino, cyclette a bassa resistenza).
Educazione e progressione guidata
Un percorso strutturato e supervisionato dal fisioterapista migliora l’aderenza e i risultati.
Esercizi attivi specifici
Rinforzo progressivo degli adduttori (soprattutto adductor longus), degli abduttori e del “core” per ristabilire l’equilibrio tra i gruppi muscolari.
Terapia manuale e mobilità
Tecniche articolari/miotensive per ridurre la rigidità e migliorare il controllo, senza forzare stiramenti dolorosi nelle fasi iniziali.
Ritorno allo sport/attività
Quando cammino, corsetta e gesti tecnici sono senza dolore e la forza degli adduttori è prossima a quella degli abduttori, si aumenta gradualmente intensità e direzione.
Tempi di recupero
Secondo lo studio variano in base a età, storia clinica, lavoro e sport: il percorso attivo richiede spesso 8–12 settimane per migliorare nettamente i sintomi; negli atleti il rientro completo può richiedere alcune settimane in più.
Evita gli stiramenti intensi dell’inguine nelle prime fasi: si progredisce verso la mobilità solo quando il dolore lo consente.
I sintomi della tendinite degli adduttori e dove fa male
- Dolore localizzato all’inguine o alla radice della coscia (talvolta verso il pube), spesso più intenso all’inizio del movimento o nei cambi rapidi di direzione.
- Dolore alla palpazione sulla porzione tendinea interna della coscia/pube.
- Fastidio durante calci, sprint, scivolate laterali, stazione su una gamba.
- Rigidità mattutina o dopo essere stati seduti a lungo.
- Riduzione della forza o “sensazione di debolezza” stringendo le ginocchia.
Quando il dolore è acuto, notturno, accompagnato da febbre o compare dopo un trauma importante, è necessaria una valutazione medica.
Cause della tendinite degli adduttori
La tendinite (o meglio, tendinopatia) nasce da un sovraccarico del tendine rispetto alla sua capacità di recupero.
Spesso concorrono più fattori:
- Carichi eccessivi o cambi repentini di volume/intensità d’allenamento, superfici dure o scarpe inadeguate
- Squilibri di forza: rapporto sfavorevole tra adduttori e abduttori; precedenti stiramenti aumentano il rischio di recidiva
- Controllo lombo‑pelvico ridotto e scarsa stabilità di anca/bacino
- Mobilità/ROM dell’anca limitati
Leggi la mia guida su come scegliere la scarpa da ginnastica giusta per ogni attività
Gestione del dolore nella fase acuta e consigli pratici
Durante le prime fasi della tendinite degli adduttori, l’obiettivo è ridurre il dolore e l’infiammazione senza immobilizzare completamente la zona.
Alcuni consigli pratici:
- Ghiaccio: applica impacchi freddi per 10–15 minuti, 2–3 volte al giorno, soprattutto dopo le attività che provocano dolore
- Compressione: l’utilizzo di fasce o pantaloncini compressivi può aiutare a ridurre il gonfiore e migliorare la percezione di stabilità
- Riposo attivo: evita i movimenti o gli sport che peggiorano il dolore, ma mantieni attività leggere come camminate o cyclette a bassa resistenza, per favorire la circolazione
Il fisioterapista valuterà quando introdurre gradualmente esercizi di mobilità e rinforzo, evitando di stressare il tendine nelle prime settimane.
Storie di pazienti: tornare a muoversi senza dolore
Ogni percorso di recupero è diverso, ma le esperienze di altri pazienti possono essere una fonte di motivazione.
Caso 1: Marco, 38 anni, calciatore amatoriale
Dopo mesi di fastidi all’inguine che rendevano impossibile giocare a calcio abbiamo iniziato un programma di fisioterapia mirata con esercizi di rinforzo progressivo.
In seguito è tornato ad allenarsi, riferendo una sensazione di maggiore stabilità e controllo dell’anca
Caso 2: Laura, 52 anni, full stack developer e amante del pilates
Accusava dolore interno alla coscia dopo lunghe ore seduta.
In 8 settimane ha eliminato il dolore agli adduttori e ripreso a camminare regolarmente.
Tre esempi di esercizi per tendinite degli adduttori che faccio fare
Indicazioni generali: esegui gli esercizi senza dolore acuto (un lieve fastidio tollerabile può esserci), respira regolarmente, procedi con calma.
Numero di serie e ripetizioni sono indicativi: il fisioterapista li personalizzerà.
Isometria in compressione (palla tra le ginocchia)
- Come: sdraiato/a supino con ginocchia piegate e piedi a terra, posiziona una palla/cuscino tra le ginocchia
- Esegui: stringi delicatamente la palla per 20–30 secondi, rilassa 30–40 secondi
- Dosaggio: 5–8 ripetizioni, 1–2 volte al giorno nelle prime settimane
- Progressione: aumenta gradualmente la forza di compressione e il tempo di tenuta. *Schema esemplificativo. Non eseguire se doloroso acuto
Adduzione in decubito laterale (ROM corto)
- Come: sdraiato/a sul fianco della gamba dolente; la gamba sopra è piegata e appoggiata davanti per equilibrio
- Esegui: solleva lentamente la gamba sotto di 10–20 cm mantenendo il piede in linea, scendi controllando
- Dosaggio: 2–3 serie da 8–12 ripetizioni, a giorni alterni
- Progressione: aggiungi una cavigliera leggera quando indolore
*Schema esemplificativo. Non eseguire se doloroso acuto.
Copenhagen adduction (versione facilitata)
- Come: in appoggio laterale su avambraccio; il piede della gamba sana poggia su una panca/bassa sedia
- La gamba dolente resta sotto, piegata, con ginocchio a terra come supporto
- Esegui: solleva il bacino e spingi leggermente con la gamba sotto contro il suolo come per avvicinarla alla panca, mantieni 2–3 secondi, scendi
- Dosaggio: 2–3 serie da 6–10 ripetizioni, 2–3 volte a settimana
- Progressione: aumenta il tempo di tenuta; nelle fasi avanzate passa alla versione “classica” con entrambe le gambe in appoggio sulla panca
*Schema esemplificativo. Non eseguire se doloroso acuto.
- Consigli: alterna giorni di lavoro e recupero; integra rinforzo di abduttori, extrarotatori dell’anca e core (plank, ponte glutei), utili per bilanciare i carichi.
La tendinite degli adduttori si cura: con una valutazione adeguata, esercizi guidati e gestione dei carichi è possibile tornare a muoversi con fiducia.
- Prevenzione: riscaldamento, progressione graduale degli allenamenti, equilibrio di forza tra adduttori/abduttori, buona stabilità del bacino, attenzione ai segnali del corpo.
Se il dolore persiste o limita le attività, una visita fisioterapica è il passo migliore per definire il percorso più adatto a te.
Che cos’è la tendinite degli adduttori?
Gli adduttori sono i muscoli interni della coscia che avvicinano le gambe e stabilizzano l’anca.
La “tendinite” indica l’infiammazione del tendine (spesso quello dell’adductor longus vicino al pube).
Nei casi acuti prevale l’infiammazione; nei casi subcronici/cronici parliamo di tendinopatia (cambiamenti della struttura del tendine dovuti a carichi ripetuti).
La buona notizia? Con un programma attivo e progressivo, il tendine si adatta e torna a tollerare i carichi della vita quotidiana e dello sport.
Vuoi iniziare subito la tua fisioterapia?
La fisioterapia gioca un ruolo centrale nel percorso di cura, aiutando i pazienti a ridurre il dolore, recuperare la funzionalità e prevenire ricadute.
Lavorare con il tuo fisioterapista ti permette di seguire un piano personalizzato di esercizi per un corretto recupero: contattami se hai bisogno di un fisioterapista a Milano. Offro anche un servizio di fisioterapia a domicilio a Milano!
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