Tendinite degli adduttori: sintomi, fisioterapia ed esercizi per curare l’infiammazione

Scritto da: Lorenzo Creperio

Dott. Creperio Fisioterapista fa fare esercizi per la cura degli adduttori infiammati nello studio di fisioterapia di Milano Dott. Creperio Fisioterapista fa fare esercizi per la cura degli adduttori infiammati nello studio di fisioterapia di Milano

Dolore all’inguine o nella parte interna della coscia?

Potrebbe trattarsi di tendinite degli adduttori, una condizione frequente negli sport con scatti e cambi di direzione, ma che può comparire anche nella vita quotidiana.

In questo articolo ti spiego in modo semplice che cos’è, perché viene, come riconoscerla e soprattutto come si cura con la fisioterapia.

Come curare l'adduttore infiammato con la fisioterapia

L’obiettivo della cura secondo lo studio è: ridurre il dolore, recuperare forza e controllo del bacino/anca, tornare gradualmente alle attività senza ricadute.

Gestione dei carichi

Nelle prime settimane riduci o adatta gli sport e i gesti che scatenano dolore (scatti, cambi di direzione, calci).

Mantieni attività leggere indolori (cammino, cyclette a bassa resistenza).

Educazione e progressione guidata

Un percorso strutturato e supervisionato dal fisioterapista migliora l’aderenza e i risultati.

Esercizi attivi specifici

Rinforzo progressivo degli adduttori (soprattutto adductor longus), degli abduttori e del “core” per ristabilire l’equilibrio tra i gruppi muscolari.

Terapia manuale e mobilità

Tecniche articolari/miotensive per ridurre la rigidità e migliorare il controllo, senza forzare stiramenti dolorosi nelle fasi iniziali.

Ritorno allo sport/attività

Quando cammino, corsetta e gesti tecnici sono senza dolore e la forza degli adduttori è prossima a quella degli abduttori, si aumenta gradualmente intensità e direzione.

Tempi di recupero

Secondo lo studio variano in base a età, storia clinica, lavoro e sport: il percorso attivo richiede spesso 8–12 settimane per migliorare nettamente i sintomi; negli atleti il rientro completo può richiedere alcune settimane in più.

Evita gli stiramenti intensi dell’inguine nelle prime fasi: si progredisce verso la mobilità solo quando il dolore lo consente.

I sintomi della tendinite degli adduttori e dove fa male

Quando il dolore è acuto, notturno, accompagnato da febbre o compare dopo un trauma importante, è necessaria una valutazione medica.

Cause della tendinite degli adduttori

La tendinite (o meglio, tendinopatia) nasce da un sovraccarico del tendine rispetto alla sua capacità di recupero.

Spesso concorrono più fattori:

Gestione del dolore nella fase acuta e consigli pratici

Durante le prime fasi della tendinite degli adduttori, l’obiettivo è ridurre il dolore e l’infiammazione senza immobilizzare completamente la zona.

Alcuni consigli pratici:

Il fisioterapista valuterà quando introdurre gradualmente esercizi di mobilità e rinforzo, evitando di stressare il tendine nelle prime settimane.

Storie di pazienti: tornare a muoversi senza dolore

Ogni percorso di recupero è diverso, ma le esperienze di altri pazienti possono essere una fonte di motivazione.

Caso 1: Marco, 38 anni, calciatore amatoriale

Dopo mesi di fastidi all’inguine che rendevano impossibile giocare a calcio abbiamo iniziato un programma di fisioterapia mirata con esercizi di rinforzo progressivo.

In seguito è tornato ad allenarsi, riferendo una sensazione di maggiore stabilità e controllo dell’anca

Caso 2: Laura, 52 anni, full stack developer e amante del pilates

Accusava dolore interno alla coscia dopo lunghe ore seduta.

In 8 settimane ha eliminato il dolore agli adduttori e ripreso a camminare regolarmente.

Tre esempi di esercizi per tendinite degli adduttori che faccio fare

Indicazioni generali: esegui gli esercizi senza dolore acuto (un lieve fastidio tollerabile può esserci), respira regolarmente, procedi con calma.

Numero di serie e ripetizioni sono indicativi: il fisioterapista li personalizzerà.

Isometria in compressione (palla tra le ginocchia)

Adduzione in decubito laterale (ROM corto)

*Schema esemplificativo. Non eseguire se doloroso acuto.

Copenhagen adduction (versione facilitata)

*Schema esemplificativo. Non eseguire se doloroso acuto.

La tendinite degli adduttori si cura: con una valutazione adeguata, esercizi guidati e gestione dei carichi è possibile tornare a muoversi con fiducia.

Se il dolore persiste o limita le attività, una visita fisioterapica è il passo migliore per definire il percorso più adatto a te.

Che cos’è la tendinite degli adduttori?

Gli adduttori sono i muscoli interni della coscia che avvicinano le gambe e stabilizzano l’anca.

La “tendinite” indica l’infiammazione del tendine (spesso quello dell’adductor longus vicino al pube).

Nei casi acuti prevale l’infiammazione; nei casi subcronici/cronici parliamo di tendinopatia (cambiamenti della struttura del tendine dovuti a carichi ripetuti).

La buona notizia? Con un programma attivo e progressivo, il tendine si adatta e torna a tollerare i carichi della vita quotidiana e dello sport.

Vuoi iniziare subito la tua fisioterapia?

La fisioterapia gioca un ruolo centrale nel percorso di cura, aiutando i pazienti a ridurre il dolore, recuperare la funzionalità e prevenire ricadute.

Lavorare con il tuo fisioterapista ti permette di seguire un piano personalizzato di esercizi per un corretto recupero: contattami se hai bisogno di un fisioterapista a Milano. Offro anche un servizio di fisioterapia a domicilio a Milano!

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